la Repubblica: Sveglia all’alba per 2 ore di lavoro. “Noi, le cenerentole della Camera”

Le addette alle pulizie dei palazzi del Parlamento in lotta per 100 euro. Ne guadagnano in media 400 e le veterane full time arrivano al doppio

di LUCA MONACO

“Chi guarda questi palazzi dall’esterno non può capire cosa viviamo quotidianamente: per noi il Parlamento è diventata una schiavitù”. Hanno il viso segnato dalle occhiaie, le articolazioni doloranti a causa dei turni di lavoro sempre più duri, scopa alla mano, su è giù per i palazzi.

Hanno il portafoglio sempre più sgonfio le “cenerentole” della Camera dei deputati: 80 pulitrici precarie “da sempre”, assunte con contratti tutt’altro che vantaggiosi, nonostante il pregio degli immobili dei quali curano la pulizia. L’età media sfiora la soglia della pensione, eppure le lavoratrici non hanno perso la voglia di lottare. Nel 2016 sono state colpite dagli effetti delle gare al ribasso: le due società che si sono aggiudicate il nuovo appalto per la pulizia delle edifici della Camera hanno decurtato loro gli emolumenti del 10%.

“A chi guadagna bene può sembrare una sciocchezza – esclama Barbara, 59 anni, da 26 addetta alle pulizie del palazzo dei gruppi parlamentari, in via degli Uffici del Vicario – per noi invece questo ha significato una perdita in media di oltre 100 euro al mese”.

Barbara non esita a precisare: “Io sono una delle più fortunate, ho un contratto da 27 ore settimanali spezzate su due turni (a giorni alterni da 3 o 7 ore), alla fine del mese mi porto a casa 830 euro, compresi gli 80 euro del bonus Renzi. Ma c’è chi ne prende meno della metà e si sobbarca ogni giorno il viaggio da Ostia pur di lavorare 2 ore”.

Roberta annuisce. Sorride amaro la 58enne (“senza figli a carico”) prima di raccontare il sacrificio della sveglia che squilla ogni giorno alle 4 del mattino, le ansie da precariato. “Lavoro 14 ore a settimana nel complesso di vicolo Valdina (ospita gli uffici dei deputati) e guadagno solo 370 euro al mese – sospira – vengo da Ostia per lavorare 3 ore al giorno, il lunedì e il venerdì 2 ore e mezzo”. Roberta era stata assunta 18 anni fa. “Finché c’era l’altra ditta riuscivo a fare 15 ore di straordinario e alla fine almeno 800 euro al mese li guadagnavo, – adesso è durissima”.

Chiedono solo uno stipendio dignitoso. “Due anni fa ci avevano tagliato il 30% del compenso – ricorda Angela, 55 anni, addetta alla pulizia del palazzo di via del Seminario, abbiamo strappato il 10%, ma siamo sempre precarie.

E con i tagli alle ore dobbiamo lucidare gli stessi metri quadrati nella metà del tempo. Se una collega si ammala, non viene sostituita”.
Altro che privilegi, “questa è la Camera degli sfruttati – esclama Francesco Iacovone, sindacalista dell’esecutivo nazionale Cobas – ieri abbiamo manifestato in piazza Montecitorio, il presidente Roberto Fico, tramite la sua segreteria, si è preso l’impegno di fissare un incontro i tempi brevi”.

Fontewww.larepubblica.it:http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/05/09/news/veglia_all_alba_per_2_ore_di_lavoro_noi_le_cenerentole_della_camera_-195918111/